
Aumentano i casi di pedopornografia su Second Life e la
Linden Lab, la società che lo ha creato, sta pensando di vietarne l’accesso ai minorenni. Tra i quasi sette milioni di persone, 125mila solo in Italia, c’è qualcuno che ama fare il gioco sporco. Ma soprattutto molte persone si azzardano ad osare cose che nella vita reale non farebbero mai. Sesso estremo, stupri virtuali, truffe, gioco d’azzardo sono i termini e le zone più ricercate dagli avatar. E’ di qualche giorno fa la notizia che le autorità tedesche hanno scoperto materiale pedopornografico sul mondo virtuale di Second Life. Un uomo di Brera è ora accusato di avere diffuso questo ignobile materiale. L’inchiesta è partita i primi di maggio dai magistrati di Mainz, informati da un servizio giornalistico apparso sul programma televisivo Report Mainz del canale tedesco Das Erste. L’uomo avrebbe scambiato immagini di bambini con contenuti sessuali. Gli avatar interessati avrebbero poi pagato per poter fare sesso virtuale con questi ragazzini. In tutto il mondo le associazioni di genitori hanno cominciato a muoversi sporgendo denuncia contro questi abusi, anche perché questo non sembra essere il primo caso denunciato.
Ma le efferatezze nel mondo parallelo non finiscono qui. L’isola online dell’emittente pubblica australiana ABC è stata letteralmente distrutta in un attacco di vandalismo. Stessa sorte è toccata, il febbraio scorso, al quartier generale del candidato democratico americano John Edwards saccheggiato più volte. Philip Rosedale, fondatore ed amministratore delegato della Linden Labs ha dichiarato che “Second Life è solo per adulti. Adotteremo misure severe per contrastare questi casi. Soltanto chi ha più di 18 anni anche nella vita reale, potrà avere accesso alla piattaforma. Ad oggi, infatti, all’atto della registrazione la dichiarazione dell’età è facoltativa. In questo modo, anche per un minorenne, è facile poter aggirare certi divieti d’ingresso ai luoghi proibiti di Second Life. Insomma, il mondo parallelo assomiglia sempre di più al mondo reale. “Stiamo esaminando diversi sistemi di verifica – prosegue Rosedale - per rendere accessibile il programma solo ad utenti maggiorenni. Uno di questi potrebbe essere l’identificazione per mezzo della carta d’identità, del passaporto o della patente di guida “.

Gli italiani sono agli ultimi posti nella classifica europea degli internauti. Secondo un’indagine, condotta dalla società di rilevamento
comScore, sulla familiarità dei cittadini europei con la Rete, l’Italia risulta essere uno dei fanalini di coda. Questo studio ha evidenziato le nette differenze di approccio al web degli abitanti, maggiori di 15 anni, nei 16 paesi del vecchio continente. Rispetto ad una frequentazione media, in Europea, che si assesta intorno alle 24 ore al mese per 16,5 giorni, da parte di 221 milioni di utenti, il divario tra utenti occasionali e fedelissimi è di immediata evidenza. Il premio per il paese più connesso spetta ai
Paesi Bassi con l’83 per cento degli olandesi che naviga su internet, contro una media europea ferma al 40 per cento. Al di sotto di quella soglia si trovano solo la Spagna (39 per cento), l’Italia (36 per cento) e la Russia con appena l’11 per cento. La
Germania si aggiudica, invece, la menzione per la comunità più numerosa della Rete (32 milioni e mezzo di navigatori), mentre gli
inglesi (con 34,4 ore al mese online e più di 21,8 milioni di persone al giorno) quelli più attivi. Google, Microsoft e Yahoo sono, nell’ordine, i tre siti più cliccati in Europa.
“L’aumentato utilizzo di Internet è strettamente legato con l’avvento della banda larga”, dice Bob Ivins direttore di comScore Europe. E ciò spiegherebbe il clamoroso ritardo dell’Italia, visto che nel nostro paese la banda larga non è ancora molto diffusa. Questa ipotesi viene confermata anche da uno studio commissionato dall’
Osservatorio Permanente Contenuti Digitali – AcNielsen. L’indagine mostra che solo il 23 per cento degli italiani accede quotidianamente ad Internet, mentre il 25% lo fa meno di una volta al giorno. Inoltre, l’italiano medio utilizza la Rete meramente per svago: i technofan sono il 17 per cento del già misero 31 per cento de consumatori cosiddetti forti. Così i servizi della rete più visitati nel Belpaese sono i blog, i sistemi di messaggistica, come Messenger e Skype) e i programmi peer to peer per condividere file musicali e video.

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