io vivo in una piccola frazione in provincia di Potenza, dove l’ADSL ahimé non è ancora arrivata. Nasce da questo problema la volontà di creare un sito web che possa raccogliere in maniera rapida segnalazioni sulla situazione del proprio paesino escluso dalla larga banda. Da qui la mia segnalazione. Ho sviluppato ed ottimizzato il sito su Mac (Firefox 2, Safari 2 e Safari 3beta) come piattaforma client e usando FreeBSD come piattaforma server. Su Internet Explorer ha, per ora, delle funzioni in meno (dettagli grafici, geolocalizzazione del puntatore,..) un po’ perché non ho a disposizione un sistema Windows e un po’ perché… beh poco per volta ci arriverò. Spero serva a cambiare la situazione di “noi esclusi” dalla larga banda. Il link al sito è http://voglioladsl.iscanet.com/ A presto, Rocco” Questa è la lettere di un ‘italiano della provincia’, che, stanco di aspettare la banda larga, ha deciso di fare qualcosa. Si è allora inventato un sito internet sfruttando il servizio di mappe di Google. Andando sul sito ogni navigatore può segnalare la situazione della propria zona lasciando un commento. Cliccando sul puntatore verde si comunica la buona notizia dell’arrivo dell’Adsl, cliccando su quello rosso si segnala un cattiva notizia. Naturalmente, la cartina dell’Italia è ricoperta da segnali rossi a cui corrispondono messaggi di ogni genere. Ma non si deve pensare che questo sia un problema che coinvolge solamente il sud Italia, a causa della maggiore densità di popolazione. Secondo i dati forniti da Telecom (presenti su Wikipedia) risulterebbero coperti circa 3200 comuni sugli 8100 totali equamente divisi tra nord e sud Italia. Le regioni più coperte risultano Emilia Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia e Veneto, che hanno una copertura superiore al 50% Le regioni meno coperte invece, sono Molise, Sardegna, Abruzzo, Piemonte, Val d’Aosta e Calabria, che hanno una copertura inferiore al 30%. Speriamo che l’appello venga raccolto, oltre che dagli utenti, anche da chi realmente ha il potere per fare qualcosa.
Archiviato in: Senza categoria — Tag:adsl, banda larga — jessica @ 08:12
La Fondazione Einaudi, tramite l’Osservatorio Libercim, ha condotto una ricerca sui consumi legati alla pratica del File Sharing cioè la condivisione di file all’interno di una rete comune. Sono stati analizzati 1600 utenti italiani tra i 15 e i 54 anni suddividendoli in tre categorie: i «non downloader», coloro che non scaricano contenuti digitali da internet, i «downloader pay», coloro che scaricano contenuti a pagamento, i «downloader free» coloro che scaricano contenuti digitali in modalità free, ovvero tramite file sharing.
Il risultato, abbastanza intuibile, è che la maggioranza degli intervistati che scarica musica e video dalla rete, li scarica solo in forma gratuita da altri utenti, ossia con strumenti peer-to-peer (p2p). Il 67% degli intervistati ha ammesso, invece, di non scaricare contenuti da internet, mentre sono il 25% coloro che si dichiarano ‘downloader free’. Buona parte di questi ultimi surfer (il 43%) sono studenti tra i 15 e i 24 anni che usano il web da meno di 5 anni e si considerano utenti con capacità di base. Il 53% dichiara di usare il p2p solo per comodità mentre solo il 37% ammette di prediligerlo perché gratuito. I “downloader pay’, (il 7% dei utenti analizzati), invece, sono per la maggior parte utenti esperti, che usano internet da più di 5 anni, disposti a pagare per avere musica e video di qualità. Anche se il prezzo che sono disposti a sborsare per un cd di qualità non supera i 50 centesimi e comunque ‘preferendo salvare durevolmente la copia sul proprio computer’. Per un video la cifra si aggira tra uno e due euro.
Tra i software più utilizzati spicca Emule con il 51% di scelta sul campione. Al secondo posto si posiziona, con il 25%, WinMX anche se ormai obsoleto, seguito da Kazaa al 13%. Nel nostro paese, nonostante il successo internazionale, non ha ancora fatto breccia il client opernsource BitTorrent che viene utilizzato solo dal 3% degli italiani.
Il mistero si infittisce intorno alla morte del campione di wrestling, Chris Benoit, della moglie Nancy e del figlio David. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport(che ha ripreso la notizia da Foxnews) nella pagina dell’enciclopedia on line Wikipedia, dedicata a Benoit, la morte di Nancy sarebbe apparsa 14 ore e mezzo prima del effettivo ritrovamento dei cadaveri da parte delle forze dell’ordine. Da quanto è emerso, la pagina web sarebbe stata modificata alle ore 0.01 di lunedì notte (25 giugno scorso) da un IP che si è connesso da Stamford in Connecticut, dove si trova anche il quartier generale della World Wrestling Entertainment, federazione a cui il campione, di origine canadese, apparteneva.
La modifica alla voce sulla star su Wikipedia recitava così:
“Chris Benoit era stato sostituito da Johnny Nitro per il match del campionato ECW a Vengeance, poiché Benoit non era presente a causa di questioni personali, originate dalla morte della moglie Nancy”.
Pensando ad un mitomane la modifica era stata successivamente annullata. Ed invece… I tre cadaveri sono stati ritrovati dalla polizia, invece, alle ore 14.30 del lunedì, dopo la segnalazione della stessa WWE, nella casa di Benoit a Fayetteville in Georgia. Alcuni colleghi del wrestler, tra sabato e domenica, avevano ricevuto strani sms da Benoit e avevano allora allertato le forze dell’ordine. “Sono cominciati ad arrivare strani sms ai suoi colleghi più cari – chiarisce Vince McMahon, proprietario della WWE – in cui spiegava come entrare in casa, dove fossero chiusi i cani. Messaggi che sono arrivati alle 2-3 della mattina della domenica”. Secondo la ricostruzione più attendibile, Benoit avrebbe strangolato Nancy già venerdì e il figlioletto David solo il giorno dopo. In seguito si sarebbe tolto la vita. “Non abbiamo idea di chi possa avere ‘postato’ quel messaggio – ha dichiarato alla stampa Jerry McDevitt, legale della WWE. Al massimo può essere che Chris abbia contattato in qualche modo un’altra persona, ma noi non ne siamo al corrente. Il suo telefono è in possesso della polizia”. Intanto le ipotesi, fantasiose o meno, si inseguono e la discussione infuria anche sulla ‘libera enciclopedia’.
Due pensionati ciprioti, residenti a Londra, sono diventati le star di Youtube. Tra piatti tipici e simpatici litigi, Andreas Theodoulou e sua moglie Christina hanno conquistato un successo insperato. Ripresi dal loro figlio Orthodoxos, in quattro videoclip, i due preparano i più conosciuti piatti della tradizione greca. Ma il clou delle riprese non sono i succulenti manicaretti bensì i battibecchi e gli scherzi che si susseguono ininterrottamente. Nel video i coniugi parlano in inglese con un forte a accento greco. Quando iniziano a ‘litigare’ o si prendono in giro le frasi sono greco, con i sottotitoli. Non può allora sfuggire il colorito linguaggio di Andreas. La cosa che però rimane maggiormente impressa vedendo questi settantenni all’opera (lui 76 lei 69) è l’intesa e l’ironia che li anima. Veramente da non perdere!