Archivi: ottobre 2007

24 ottobre 2007

Panimages cerca le immagini in tutte le lingue

L’Università di Washington ha messo a punto un programma che riesce a cercare immagini su Internet in cento lingue e dialetti diversi. Il programma funge da traduttore elettronico. Basta digitare una parola nella propria lingua e questa viene tradotta automaticamente in tantissimi altri idiomi. Cliccando poi sulle singole parole tradotte compare una schermata che propone la selezione di immagini di Google e il database online di foto di Flickr in quella lingua. In questo modo si ha la possibilità di avere una galleria fotografica molto più ampia di quella generalmente disponibile o addirittura di avere la possibilità di cercare delle immagini anche se si parla quechua o hmong o solo in siciliano. Se inserisco allora la parola ‘picciotto’ nella ricerca vengo a sapere che in spagnolo si dice ‘recluta’ o ‘jovencito’ e, cliccando su una di queste, ottengo le immagini di riferimento. Le parole disponibili su www.panimages.org sono circa due milioni e mezzo ma il progetto è in crescita. Nell’era del web 2.0 ogni utente può, infatti, partecipare segnalando nuove traduzione. Questo progetto punta ad aiutare le minoranze linguistiche ad esplorare internet perché rende accessibili le immagini etichettate in inglese, l’idioma più utilizzato sul web. Per mettere a punto la memoria linguistica di PanImages sono comunque stati caricato nel programma oltre 350 dizionari online, tra cui molti dizionari fatti da dei volontari (wikidizionari).

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15 ottobre 2007

Su Second Life pericolo terrorismo

Le organizzazioni terroristiche islamiche potrebbero usare Second Life per reclutare simpatizzanti e compiere attentati virtuali. A denunciare il pericolo è il Sunday Times secondo il quale i responsabili dell’antiterrorismo temono che il mondo virtuale possa essere usato per trasferimenti di denaro sporco e comunicazioni in codice tra i membri di gruppi eversivi. «Dobbiamo iniziare a pensare a vivere, lavorare e proteggere due mondi e due realtà», ha affermato ad una conferenza sulla sicurezza a Sydney il capo dei Servizi contro i crimini Hi-tech del governo australiano Kevin Zuccato. Il pericolo è, infatti, che Second Life funga da prova per la sperimentazione di nuove tecniche che poi verrebbero applicate alla realtà. Anche l’Europol, l’agenzia delle polizie europee, esprime preoccupazioni in merito. Faciliterebbe i trasferimenti di fondi a livello internazionale, difficilmente individuabili perché coperti dall’anonimato degli 8,5 milioni di membri visibili solo come Avatar. Secondo la teoria, gli spostamenti di denaro su Second Life, quantificabili in 1 milione di dollari al giorno, possono essere monitorati e può esserne rintracciato l’indirizzo IP, ma nella realtà anche questo può essere celato. La paura è che dietro a fatti all’apparenza non gravi (come l’attentato alla sede dell’Australian Broadcasting Corporation, da parte dell’Esercito di liberazione di Second Life), si possano celare veri estremisti che fanno tentativi a fini di proselitismo. Per Rohan Gunaratna, esperto di terrorismo di un centro studi a Singapore, l’interesse potrebbe essere quello di creare una comunità virtuale di fanatici.

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8 ottobre 2007

Spock.com: il motore di ricerca per le persone

E’ stato votato dal pubblico del Web.2 Expo di San Francisco come la migliore novità del settore ed ambisce a sostituire Google nella ricerca delle persone. Spock.com è, infatti, il primo motore di ricerca dedicato esclusivamente alle persone e per ora ne raccoglie il profilo di 100 milioni. Creato da una società californiana di Redwood City, Spock aspira ad averne uno “per ogni uomo della terra”, come racconta Jay Bhatti, uno dei fondatori. Per ora i profili sono per la maggior parte di persone americane. Le informazioni vengono raccolte dai siti delle università (come l’elenco degli alunni della Cornell University) o dalle biografie censite da Wikipedia. Ma su Spock non appaiono solo le descrizioni di personaggi conosciuti. Per la gente comune i dati vengono raccolti direttamente dai siti di social networking come Myspace, Friendster e Facebook, mentre le foto da siti come Flickr. Il resto delle informazioni le aggiungono i navigatori, che, però non possono modificare in nessun modo le biografie ma solo aggiungere foto, parole chiave e persone collegate. Naturalmente sono scoppiate dure polemiche in materia di privacy anche se, come ha garantito lo stesso Bhatti, esiste la possibilità di cancellare il proprio profilo qualora non lo si ritenga adeguato o conforme alla realtà e richiedere la provenienza delle false informazioni. Un sistema di filtri dovrebbe in ogni modo garantire la qualità di tali informazioni. Ogni utente che interviene viene giudicato secondo una specie di pagella di attendibilità. Se si ottengono troppe insufficienze, a causa di notizie considerate non vere, si rischia l’espulsione dalla rete di ‘aggiornatori’.

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1 ottobre 2007

Spot tutti da ridere

Le tecnologie, si sa, cambiano in fretta. Ogni giorno nuove invenzioni, nuove scoperte rendono obsoleti quegli strumenti che, fino a poco tempo prima, ci facevano sentire moderni e al passo con i tempi. Sarà per questo che la classifica delle peggiori pubblicità tecnologiche, dagli anni ’80 ai giorni nostri, stilata dalla webzine CNet.com risulta tanto divertente. Tra le pubblicità che colpiscono maggiormente spicca quella dove un giovane (e molto più snello) Steve Ballmer, attualmente Ceo di Microsoft, cerca di vendere Windows 1.0. Il paragone con un venditore da canale commerciale di serie B nostrano, è immediata. Giacchetta a scacchi e fare da ambulante di Porta Portese lo rendono, ad una visione nel 21esimo secolo, spassosissimo, mentre cerca di convincere gli spettatori a provare questa incredibile novità. E che dire dello spot proposto da British Telecom negli anni ’80 per il lancio dello Slimtel, un telefono alternativo al vecchio apparecchio con disco numerico, molto più sottile e veloce nella digitazione del numero? Un vero salto nel passato. Un nugolo di ragazze in perfetta tenuta da aerobica, con tanto di scaldamuscoli e capello cotonato, ballano cantando”…in shape with slim phone” (in forma con il telefono snello) e sventolando il rivoluzionario apparecchio telefonico. Ma tra queste pubblicità quella che ha lasciato maggiormente il segno è stata la campagna Switch della Apple (2002) per la presenza di una giovane ragazza acqua e sapone, Ellen Feis. Ellen in breve tempo è, infatti, diventata una vera e propria icona nerds, ricercatissima in rete. Tutta da ridere.

L’elenco dei 10 spot tecnologici più ridicoli riportato su Corriere.it
1)Steve Ballmer vende Windows 1.0
2)Non copiare quel floppy
3)Ellen Feis nello spot Apple switch
4)State al passo con Commodore
5)Aggiornamento di MS DOS 5
6)La pirateria online è un crimine
7)Atari in pole position
8)Lo Slimtel di British Telecom
9)Kevin Costner per Apple
10) Amstrad Studio 100

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