Archivi: Novembre 2007

28 Novembre 2007

IBM, nuova tecnologia per gli audiolesi

Un gruppo di studenti dell’IBM ha realizzato un nuovo sistema di riconoscimento vocale in grado di aiutare le persone non udenti. La tecnologia si chiama SiSi (Say it Sign it) e consente di ‘tradurre’ la lingua parlata (inglese, almeno per ora) con il linguaggio dei segni, grazie ad un avatar. Il sistema, che riunisce svariate tecnologie informatiche, messe a punto dal team di ricerca IBM di Hursley, nell’ambito di un programma di stage aziendale che ha riunito 80 tra i migliori studenti di tutta Europa, è in grado, attraverso un modulo di riconoscimento vocale, di convertire la lingua parlata in British Sign Language, che SiSi a sua volta tramuta in gesti. Tali gesti vengono poi utilizzati per animare un avatar, selezionato in dimensioni ed aspetto dall’utente stesso. Questo sistema offre delle potenzialità, insperate fino a qualche tempo fa, capaci di rendere la vita molto più semplice alla comunità non udente. Questo tipo di tecnologia permetterà, infatti, a qualsiasi tipo di oratore in qualsiasi contesto, sia esso didattico o scolastico, di avere un soggetto digitale proiettato alle spalle che convertirà quello che stanno dicendo in linguaggio dei segni. In questo modo, anche in mancanza di una persona che funge solitamente da interprete, ci si potrà affidare alla ‘mediazione’ di una figura virtuale elettronica animata. Il web promette di diventare, a breve, accessibile a tutte le persone non udenti.

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26 Novembre 2007

Per una carta dei diritti della rete

All’ultimo Internet Governance Forum tenutosi a Rio de Janerio l’attenzione è stata posta sulla necessità di un Internet Bill of Rights, una carta dei diritti della rete. Le parole del sottosegretario Beatrice Magnolfi, alla vigilia del forum, riassumono perfettamente l’attuale situazione e a cosa deve ambire una carta dei diritti del web: “il tumultuoso sviluppo di Internet sta investendo tutti i diritti umani, dimostrando da un lato la fragilità delle misure sinora poste a loro protezione e dall’altro, straordinarie potenzialità di nuove affermazioni degli stessi diritti, in grado di rafforzare la democrazia. La Carta dei diritti della Rete vuole essere proprio lo strumento, internazionale e multistakeholder, mediante il quale raccogliere queste potenzialità e tradurle nella definizione delle nuove generazioni di diritti. Siamo certi che Rio de Janeiro sarà una tappa decisiva in questo cammino”. Dal nostro paese, negli ultimi anni, è partito un movimento che ha coinvolto molti settori di diversa estrazione, conscio della necessità di uno strumento garante delle libertà e dei diritti di chi attraversa il mondo della Rete, come aspira ad essere, appunto, l’Internet Bill of Rights.
Nel corso di quest’anno si è verificato un forte attivismo in questo senso anche da parte del mondo economico. In primis la proposta di Google di istituire presso l’Onu una Global Privacy Counsel che dovrebbe dare maggiori garanzie in materia di dati personali, poi la presentazione da parte di Microsoft (a luglio) dei suoi Privacy Principles e l’iniziativa congiunta di Microsoft, Google, Yahoo! e Vodafone di pubblicare entro la fine del 2008 una carta per la tutela della libertà di espressione su Internet. Queste iniziative sono da prendere in considerazione, ma allo stesso tempo vanno guardate con sospetto e devo essere scavalcate da un’iniziativa di stampo popolare, come auspica il professor Stefano Rodotà sulle pagine di Repubblica. Gli impulsi sorti da queste proposte provengono, infatti, dall’alto, da soggetti privati e vale a dire da entità che proporranno solo garanzie e diritti in linea con i loro interessi. Secondo Rodotà, e anche secondo la sottoscritta, è necessario che sia una pluralità di attori, a livelli diversi, a mettere a punto regole comuni per arrivare ad una piattaforma di diritti fondamentali.

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21 Novembre 2007

Google Earth inizia ad infastidire qualcuno

Nessuno avrebbe mai immaginato tali arrabbiature dei governi di mezzo mondo con l’avvento del software gratuito Google Earth. Il programma, per chi non lo conoscesse (!), riesce a trasformare foto satellitari e dati topografici in immagini tridimensionali dell’intero pianeta, dalle grandi metropoli al luogo più lontano e sconosciuto. Immediato è quindi l’utilizzo per qualsiasi internauta che in pochi secondi può vedere, anche da molto vicino, qualsiasi luogo crei in lui interesse e curiosità. Questa incredibile libertà non è piaciuta a quei paesi che hanno delle cose da nascondere, o perché sono in guerra o perché celano qualche segreto fino a questo momento inviolabile. Con Google Earth è, infatti, possibile osservare da vicino mappe e topografie di zone militari, campi d’addestramento, centrali nucleari, prigioni, palazzi presidenziali e via dicendo. Tra i Paesi a cui il programma costruisce motivo di seria indignazione compare l’India, che nonostante abbia leggi severe e restrittive in materia d’immagini satellitari è stata costretta ad intavolare diverse trattative con Google per ottenere una bassa risoluzione delle immagini raffiguranti i confini del Kashmir, contesi con il Pakistan. Gli stessi problemi sono sorti anche nei territori israeliani per non parlare della Casa Bianca le cui immagine sono state a lungo criptate, ma oggi perfettamente visibili. Questo è stato possibile visto che le informazioni di Google Earth sono acquistate da fonti pubbliche e quindi, in ogni modo, filtrate. La cosa veramente innovativa è la velocità di accesso a tutte queste immagini che risultano così sempre più aggiornate e, quindi, vicine alla realtà.
Archiviato in: Senza categoria — Tag:, — jessica @ 14:28

19 Novembre 2007

Il sistema Unified Communication al servizio delle aziende

Finalmente è arrivata la nuova piattaforma che consente di integrare telefonia, e-mail, instant messaging e video conferenze. L’ha lanciata Microsoft lo scorso 16 ottobre a San Francisco e si profila già come una vera e propria rivoluzione. Il sistema si chiama Unified Communication e per ora guarda soprattutto in direzione delle grandi aziende, ma Microsoft Italia sta già cercando, in collaborazione con Vodafone, Fastweb e Wind, il modo per studiare soluzioni pensate per gli utenti privati e le aziende di piccole dimensioni. Il progetto Unified Communication consente a mittente e destinatario della comunicazione una serie di servizi integrati tra loro come mai era successo prima. A seconda delle situazioni sarà possibile utilizzare il proprio smartphone o il proprio notebook per comunicare con un amico, utilizzando tecnologie VoIp (la tecnologia che ha permesso le telefonate via web), Instant messanger, videoconferenza. E se questo non dovesse essere online si può sempre comunicare tramite email. Questo sistema consente di ridurre fino al 50% i costi di comunicazione ed aumentare la produttività di un’azienda. Si pensi solo alla possibilità di collaborazioni a distanza tra i dipendenti e la costituzione dei team di lavoro. Con Unified Communications la gestione delle comunicazioni e dei contatti diventa molto più semplice. Grazie all’integrazione tra posta elettronica, telefono fisso, cellulare e programmi di istant messaging sarà possibile ascoltare i messaggi in segreteria del cellulare ed i contatti email, quelli messanger e la rubrica del cellulare saranno unificati.
Archiviato in: Senza categoria — Tag:, , — jessica @ 09:15

12 Novembre 2007

Le chat sono ancora molto ricercate dai navigatori

Tra i principali motivi per accedere ad Internet figurano ancora la ricerca e la conoscenza di persone nuove, magari dell’anima gemella. Date ormai in netto ribasso, le chat sono invece ancora molto gettonate dai navigatori. Stessa cosa per i siti di incontri o appuntamenti. Lo rivela una ricerca dell’Opa (Online Publishers Association), l’associazione degli editori su internet, condotta su sei paesi europei: Germania, Francia, Spagna, Svizzera, Gran Bretagna e Italia. Lo studio sottolinea come Internet sia la via migliore per raggiungere i consumatori durante l’arco della giornata. La ricerca ha, inoltre, confermato il predominio assoluto di Internet sugli altri media con una percentuale del 95%, seguito dalla televisione (64%), radio (63%), riviste (58%) e giornali (49%).
Tra i maggiori siti di incontro ne figurano alcuni che raccolgono molti consensi e vengono visitati da migliaia di persone ogni giorno. Alcuni esempi:
  • Meetic Italy – Il primo sito in Europa per le chat e gli incontri tra singles. Sono oltre 28 milioni le persone in Europa inscritte a questo sito. E’ sufficiente scegliere un nickname ed iscriversi a Meetic. In un secondo momento è poi possibile modificare il proprio profilo e creare quello del tipo di persona che si vuole conoscere.
  • Club Kicè – E’ una community SMS che permette di conoscere nuovi amici interessanti. Dopo essersi iscritto si ha a disposizione una home page personale, in cui si può fornire una descrizione dettagliata di se stessi, visibile anche dagli altri utenti Sulla propria home page si possono inoltre caricare le proprie foto. Allo stesso modo è possibile visitare l’home page degli altri iscrittie trovare così la persona adatta con le caratteristiche adatte ai propri gusti.
  • 123Chat – E’ un servizio di chat fornito da Buongiorno, la multinazionale presente nel mercato dei contenuti multimediali per la telefonia ed i canali digitali.
  • The Club – La versione web interattiva del gioco The Club per conoscere ed incontrare nuovi amici e nuovi amori e diventare protagonista in tv. Come per gli altri siti è necessaria l’iscrizione. Fatto questo puoi inserire il tuo videomessaggio nella pagina personale. Da questa personal page è possibile inviare sms, uplodare immagini e video, cercare persone, modificare la propria pagina personale.
  • Excite Italia – Attivo in Italia, Regno Unito, Germania, Francia, Spagna, Olanda ed Austria, Excite conta complessivamente circa 5 milioni di visitatori mensili. E’ molto facile da usare. Basta inserire il proprio annuncio ed aspettare di essere contattati dagli altri iscritti.
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