Archivi: Febbraio 2008

25 Febbraio 2008

Crea la tua moda personalizzata online

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Per tutti coloro che, come me, amano la moda ma principalmente i capi personalizzati, unici, rari, su misura insomma tutti quegli abiti e accessori non di massa, non standardizzati e comuni, l’era del web 2.0 ha offerto delle possibilità prima inimmaginabili. Tanti siti danno infatti la possibilità a tutti di diventare stilisti di se stessi e fautori del proprio stile, che può così essere originale ed ineguagliabile, da far invidia alle più cool e stilose. La moda fa-da-te è assolutamente divertente e magari aiuta anche a far crescere l’autostima:

  • www.tshirtpatisserie.co.uk - Lanciato dall’esperta londinese di moda vintage Angel Adoree, il sito permette di crearsi la propria maglietta combinando insieme un capo base a scelta, un colore, un disegno ed uno slogan avvincente. La t-shirt viene inviata direttamente a domicilio in una deliziosa scatola per dolci, anche questa selezionata dal cliente. Il sito è in lingua inglese.
  • www.spreadshirt.net - Per creare delle magliette personalizzate divertenti con loghi, testi, foto e disegni scelti direttamente dal noi ci si può affidare a questo sito tedesco, oggi tra le maggiori piattaforme mondiali per l’abbigliamento customizzato online. Il marchio è distribuito in diciassette paesi del mondo, tra cui l’Italia e conta un network con oltre 300mila ‘negozi’ partner. Alcuni candidati delle ultime elezioni francesi si sono creati la loro Tee elettorale attraverso questo portale. Anche gruppi musicali, artisti e società sportive si sonoaffidati allo stesso sistema. Il sito è in lingua italiana.
  • makeyourownjeans.com - In questo sito, invece, si possono ricreare i propri jeans preferiti, magari quelli fuori catalogo ed ormai introvabili. Oppure si possono ideare ex novo grazie ad una dettagliata guida. In inglese.
  • bspurses.com - Gli utenti hanno già creato oltre 300mila accessori diversi ed originali grazie a questo sito. Con B’s Purses disegnare il proprio stile, disegnare la propria vita, come dichiara il loro slogan è semplicissimo e veloce. Il sito è in inglese.
  • www.oneybags.com - Su Oney Design si possono assemblare le borse dei desideri. Basta scegliere la stoffa, il tipo di manico ed il modello per ricreare la borsa che più si adatta al proprio stile. In inglese.
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13 Febbraio 2008

Con aNobii puoi avere la tua libreria virtuale

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Un mondo di libri ci attende sul sito aNobii. Nell’era web 2.0 non poteva mancare il social network per gli appassionati di libri e letteratura. Nato all’inizio del 2006, aNobii ha avuto un successo incredibile in tutto il mondo, tanto che nel giro di due anni è stato tradotto in moltissime lingue, anche in italiano. Il suo curioso nome deriva dall’Anobium punctatum, più comunemente conosciuto come il tarlo del legno. Nei paesi anglosassoni viene chiamato bookworm, letteralmente il ‘verme dei libri’, espressione usata per indicare quello che noi definiamo ‘il topo di biblioteca’.

Il meccanismo è semplicissimo e veloce. È sufficiente iscriversi fornendo il proprio indirizzo e-mail ed una password e si è immediatamente catapultati nel paradiso degli amanti della letteratura. Iscrivendosi si ha diritto ad avere una propria libreria virtuale, in cui segnalare, o con il nome del libro e l’edizione o attraverso il codice ISBN posto sopra il codice a barre, tutti i libri che si possiedono o che comunque si sono letti. Di ognuno di questi è possibile fornire una valutazione tramite un voto e, se si ha tempo e voglia, anche una mini recensione. Qualsiasi persona registrata su aNobii può visionare la nostra libreria e noi possiamo fare lo stesso con la loro. A patto che si sia scelto di renderla pubblica e non privata. Quando si inizia ad inserire i propri libri si attiva un meccanismo simile all’assuefazione.

Ogni momento libero è buono per aggiungere un pezzo alla propria ‘collezione’ di sapere, anche perché i libri parlano di noi, di quello che siamo realmente, di quello che amiamo. I nostri libri sono lo specchio del nostro mondo interiore e poter tratteggiare a tutti, o almeno a chi conosce questo sito, e cioè a delle persone amanti della lettura e della cultura, simili a noi quindi, il nostro vero carattere ha un non so che di liberatorio, un qualcosa che nella società difficilmente emerge.

Cercare nelle librerie di altre persone, e quindi nel loro essere, è affascinante e non si vorrebbe mai smettere. Inoltre permette di ampliare le proprie conoscenze letterarie. Se un libro presente nella libreria di un’altra persona ci piace si può segnalare in una speciale cartella, chiamata ‘lista dei desideri’ che compare di fianco a ‘la mia libreria’. Nella lista dei desideri possono essere riportati tutti i libri che vorremmo avere, con il duplice ruolo di promemoria e di suggerimento a chi ci vuole fare un regalo. Con aNobii è possibile anche conoscere gente e formare dei gruppi di discussione. E’ possibile chiedere a chiunque di diventare un ‘amico’ o un ‘vicino’. Gli amici su aNobii sono spesso coloro che hanno relazioni amicali anche nella vita reale, i vicini, invece, sono quelli che hanno assonanza di idee e di gusti letterari. Lo stesso sistema ci segnala, direttamente nell’ home page personale, quali sono gli utenti che hanno una libreria simile alla nostra e questo stuzzica ulteriormente la nostra curiosità ed una sbirciatina alla libreria indicata non manca mai.

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5 Febbraio 2008

Cresce il fenomeno delle webcam girls

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Il ‘Diario di una Webcam Girl”, edito da Mursia, ha acceso ulteriormente l’interesse su un fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche da noi. L’autrice, Helen, una 25enne milanese è, infatti, una nota webcam girl che, dal suo sito diariodiunawebcamgirl.splinder.com turba i sonni di tanti navigatori alla ricerca di nuove emozioni. Le webcam girl sono ragazze che spesso conducono una vita normale nel mondo reale ma in quello virtuale si mutano in vere e proprie mangiatrici di uomini, una metamorfosi che spesso trasforma giovani studentesse, all’apparenza timide in riservate, in spogliarelliste esperte ed affermate.

La cam girl - racconta Helen al giornalista del quotidiano La Stampa che l’ha intervistata– è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam; ma il rapporto con l’utente non si limita solo all’ambito sessuale, c’è chi paga anche solo per parlare. Il sito, a cui ci si può iscrivere tranquillamente da internet dando solo dati e coordinate bancarie (alla faccia del solo!) spiega sempre Hellen - ha alcune regole ben precise: per esempio non si possono mai avere incontri personali con i clienti, tutto deve rimanere virtuale, non si possono dare privatamente dati per i quali si deve pagare, come il telefono o la mail: alla fine, di tutto quello che ricavi, ti spetta di diritto il 40%, che viene direttamente accreditato sul tuo conto corrente”. In pratica un modo semplice e quasi indolore per fare soldi, senza poi ‘sporcarsi’ troppo.

Secondo una ricerca condotta da Studenti.it, uno dei siti più famosi tra i giovanissimi, sarebbero circa 75 mila le studentesse che sfruttano il loro corpo per potersi pagare gli studi, pari al 25% delle 350 mila studentesse lavoratrici presenti in Italia. Tra queste 75mila vengono conteggiate anche però escort, cubiste, ballerine di lap dance fino a chi si prostituisce. Un dato veramente allarmante, che deve far riflettere, soprattutto chi ha ancora il coraggio di affermare che l’istruzione è un diritto garantito a tutti.

In realtà molte ragazze non fanno ‘esperienze lavorative’ di questo tipo solo per necessità. Molte lo trovano un gioco o comunque un modo per riscuotere successo ed essere ammirate dalla fauna maschile. “Dietro questo fenomeno si riscontra solitudine e esibizionismo, l’utilizzo di sè come prodotto morto, perchè non ha vita, non esiste, è virtuale – spiega Rita Parsi, psicologa e presidente della fondazione Movimento Bambino - non c’è neanche più il contatto fisico e la conoscenza che si aveva con la prostituzione. In più in un mondo dove si sente sempre più parlare di aggressioni e violenze lo schermo diventa un protettore, dà la possibilità di una revanche malata, provocare senza rischiare nessuna conseguenza, per provare sensazioni di potere».

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