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	<title>Il Virtuale &#187; Leggi e Diritti in rete</title>
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	<description>Da Internet in poi il mondo non è più come prima. Per fortuna.</description>
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		<title>Freeware, attenti alla truffa: il caso Estesa</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 08:30:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Diritti in rete]]></category>
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		<description><![CDATA[Leggere sempre con grande attenzione le condizioni di utilizzo e scaricare solo da portali fidati. A volte, però, queste precauzioni di base non sono sufficienti nello scegliere i software gratuiti, i freeware, da installare sul computer. E&#8217; il caso della società Estesa Limited, che è stata multata dall&#8217;Antitrust per 1,5 milioni di euro per truffa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1215" src="http://www.ilvirtuale.com/files/2012/01/truffa-freeware.png" alt="" width="480" height="312" /></p>
<p style="text-align: justify;">Leggere sempre con grande attenzione le <strong>condizioni di utilizzo</strong> e scaricare solo da <strong>portali fidati</strong>. A volte, però, queste precauzioni di base non sono sufficienti nello scegliere i <strong>software gratuiti</strong>, i <a title="Quello che puoi scaricare senza spendere un soldo" href="http://www.ilvirtuale.com/senza-categoria/quello-che-puoi-scaricare-senza-spendere-un-soldo/">freeware</a>, da installare sul computer. E&#8217; il caso della società <a title="Multata Estesa" href="http://www.agcm.it/stampa/news/5842-internet-sanzionata-estesa-limited-con-un-milione-e-mezzo-di-multe-per-pratiche-commerciali-scorrette-del-sito-wwwwitalia-programminet.html" target="_blank"><strong>Estesa Limited</strong>, che è stata multata dall&#8217;Antitrust per <strong>1,5 milioni di euro per truffa</strong></a>, con relativo fascicolo aperto dalla procura di Roma e notevoli danni d&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align: justify;">Estesa è stata sanzionata per un <em>affair</em> che ha coinvolto <strong>25 mila consumatori</strong>. La pratica commerciale ingannevole era messa a punto sul sito <strong><em>www.italia-programmi.net</em></strong>. Per scaricare i programmi, proposti come gratuiti, bastava solo registrare i <strong>dati personali</strong>. Quello che non veniva esplicitato è che il consumatore contraeva così un <strong>contratto biennale</strong>, da corrispondere con un pagamento annuo di <strong>96 euro</strong>. O meglio, nella pagina di registrazione le condizioni di utilizzo erano riportate, ma <em>&#8220;con un&#8217;evidenza grafica non sufficiente a una immediata comprensione&#8221;</em>, a giudizio dell&#8217;Authority.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-1214"></span>Grazie all&#8217;<strong>ottimo posizionamento</strong> sui motori di ricerca, moltissimi visitatori alla ricerca di freeware transitavano sul sito. I malcapitati che hanno scaricato i file eseguibili si sono accorti che qualcosa non quadrava pochi giorni dopo il download. Trascorsi 10 giorni dalla registrazione, infatti, Estesa iniziava a martellare gli utenti via mail o lettere con <strong>solleciti di pagamento</strong>, anche dai toni minacciosi.</p>
<p style="text-align: justify;">Armiamoci di lente d&#8217;ingrandimento, quindi, perché le <strong>brutte sorprese</strong> possono nascere da piccoli font.</p>
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		<title>Diffidate della verità</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 12:37:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Diritti in rete]]></category>
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		<description><![CDATA[“Diffidate di tutti coloro che si fanno avanti per parlarvi  della Verità” Queste le parole del più grande pensatore italiano vivente: Emanuele Severino. E allora vi parlerò della Bufala. Non so se ricordate il film: “Quinto Potere” di Sidney Lumet, un film che anticipò profeticamente alcune problematiche della comunicazione. Al pazzo che con le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">“<strong><em>Diffidate di tutti coloro<br />
che si fanno avanti<br />
per parlarvi  della Verità</em></strong>”</p>
<p style="text-align: left">Queste le parole del più grande pensatore italiano vivente: <strong>Emanuele Severino</strong>.</p>
<p>E allora vi parlerò della <strong>Bufala</strong>.</p>
<p><span id="more-306"></span></p>
<p>Non so se ricordate il film: “<strong>Quinto Potere” di Sidney Lumet</strong>, un film che anticipò profeticamente alcune problematiche della comunicazione. Al pazzo che con le sue mattane aveva fatto salire gli indici d’ascolto di un talk show ma che ora pareva mettere a repentaglio i profitti dell’emittente, il direttore fece un discorso che andrebbe scolpito nella roccia. <em>Disse che la moderna civiltà è fatta di <strong>città che s</strong><strong>opra i marciapiedi hanno gli edifici con uomini che lavorano e soffrono</strong></em><em>, che gridano i propri ideali le proprie fedi le proprie rimostranze, ma che <strong>sotto i marciapiedi circola indisturbata la merda e il danaro</strong></em><em> che non si occupano di nessuna di queste cose.</em></p>
<p>Ecco, usai questa metafora per descrivere il mondo reale – nello specifico dell’editoria e della stampa – dove sopra il marciapiede, c’erano firme illustri, autori contesi e strapagati, premi e presentazioni, danaro sonante, mentre sotto il marciapiedi correva inerte, la merda e gli autori virtuali, tra i quali c’ero io, che ho lasciato la libera professione perché mi ero messo in testa di fare lo scrittore.<br />
<strong>Ho pubblicato tre libri</strong> in italiano: il primo ( o forse il secondo) libro che faceva le pulci a Berlusconi, un dizionario folle per un editore napoletano con amministrazione a Trento (capiscimi ammè), un giallo da cui è venuto un interessamento da parte di SERRA CREATIVA, un peduncolo uscito da mamma Rai e scomparso poi tra mille sospetti di nepotismo. Ho collaborato con varie riviste in carta, ho messo on line migliaia di pagine, ho trovato tra le pagine di autori celebrati alcuni brani “rubacchiati” dal mio blog, il tutto<strong> senza mai incassare una lira, perché essendo io “virtuale” non si capisce come potrei pretendere soldi veri.</strong></p>
<p><strong>L’ultimo furbacchione in libreria è quell’</strong><strong>Augias </strong>che ha rubacchiato un po’ da tutti noi e poi è stato preso con le mani nella marmellata non da uno dei cybernauti, perché a noi non ha mai risposto, ma da uno che aveva pubblicato un libro e quindi era coperto da copyright.</p>
<p>Non la voglio fare lunga, ricordo solo che in occasione di una campagna elettorale di Berlusconi, cominciammo a <strong>taroccare i manifesti</strong> e a farci grasse risate. <strong>Un furbacchione propose di mettere questi tarocchi tutti sul suo Sito</strong> e così facemmo. Un bel giorno ricevo una E-mail di <strong>Mursia </strong>(suppongo che tutti noi ricevemmo la medesima mail) in cui <strong>venivamo diffidati </strong>dal diffondere questo materiale perché<strong> il furbastro l’aveva pubblicato presso di loro</strong> e ne avevano i diritti. Ma il materiale è nostro! Eh no. ERA vostro, cioè di dominio pubblico ma ora che è pubblicato è di proprietà della casa editrice…<br />
Ehehehehe</p>
<p>Perché vi racconto queste cose? Perché proprio in questi giorni sono avvenuti due fatti clamorosi:<strong> un quotidiano ha pubblicato la foto taroccata di Clooney con la Canalis </strong>che era un fotomontaggio ricavato da una vecchia foto della druda con un calciatore, e la redazione della <strong>Stampa </strong>– il direttore poveraccio era in ferie – ha preso una cantonata megalattica pubblicando una pagina taroccata dell’Avvenire.</p>
<p>Ecco, volevo dire che <strong>sono contento</strong>. Non tanto per la credibilità del Web, sempre pencolante fra gli adoratori e i detrattori, ma perché con questi tarocchi – gratuiti – <strong>qualcuno ha preso finalmente per il sedere quei furbacchioni che fanno i danè, sopra il marciapiede, rubacchiando a piene mani dal lavoro di quelli che come me scrivono sotto il marciapiede</strong>.<br />
È una piccola cosa, ma vedrete che d’ora in poi faranno più attenzione…</p>
<p><a title="Giornalismi di Aldo Vincent" href="http://www.giornalismi.info/aldovincent/" target="_blank">www.giornalismi.info/aldovincent</a></p>
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		<title>DDL Intercettazioni: per i siti obbligo di rettifica senza commenti</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jun 2009 11:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Diritti in rete]]></category>
		<category><![CDATA[Ddl intercettazioni]]></category>
		<category><![CDATA[diritto d'informazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul Ddl intercettazioni che, tra le altre amenità, infligge gravi limitazioni alla libertà e al diritto d’informazione. Come hanno già fatto altri blog o siti internet ci tengo anch’io a smentire l’applicazione del tanto criticato emendamento al ddl sicurezza, votato dal Senato il 2 febbraio 2009 su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><img class="aligncenter size-full wp-image-244" title="ddl-intercettazioni" src="http://www.ilvirtuale.com/files/2009/06/ddl-intercettazioni.jpg" alt="ddl-intercettazioni" width="400" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify">Il Governo ha ottenuto la fiducia alla Camera sul <strong>Ddl intercettazioni </strong>che, tra le altre amenità, infligge gravi<strong> limitazioni alla libertà e al diritto d’informazione</strong>. Come hanno già fatto altri blog o siti internet ci tengo anch’io a <strong>smentire</strong> l’applicazione del tanto criticato emendamento al ddl sicurezza, votato dal Senato il 2 febbraio 2009 su iniziativa del senatore Udc <strong>D’Alia</strong>. Il DDl è si stato approvato e trasformato in articolo di legge, ma successivamente <strong>cancellato alla Camera</strong> dei deputati. Nonostante il rientro di questo falso allarme girato in modo virale sulla rete non c’è nulla di cui essere allegri perché il Ddl intercettazioni contiene ugualmente un reale pericolo per l’informazione (sia stampata che online) cosa che ha fatto insorgere, oltre alla Magistratura, anche la <strong>Federazione nazionale della stampa italiana</strong> e tutte le altre sigle sindacali del giornalismo. Il testo contiene infatti delle limitazioni ingiustificate al diritto di cronaca e delle <strong>sanzioni spropositate</strong> a carico di giornalisti ed editori.</p>
<p style="text-align: justify">Dal <strong><a title="L'abc del ddl intercettazioni" href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2009/06/abc-intercettazioni-ddl.shtml?uuid=4c1ea060-55d7-11de-8641-7073d85a2f75&amp;DocRulesView=Libero" target="_blank">Il Sole 24 Ore</a></strong><br />
<em>Carcere per i giornalisti (articolo 1, comma 26). <strong>Da 6 mesi fino a 3 anni per chi pubblica intercettazioni vietate dalla legge</strong>. Rischia lo stesso la galera chi, mediante modalità o attività illecita, prende diretta cognizione di atti del procedimento penale coperti da segreto, e, pure, se si rivelano indebitamente notizie inerenti ad atti o a documentazione del procedimento penale coperti dal segreto, dei quali è venuto a conoscenza in ragione del proprio ufficio o servizio svolti in un procedimento penale, o ne agevola in qualsiasi modo la conoscenza. Se il fatto è commesso per colpa, la pena è della reclusione fino a un anno. Mentre le pene sono aumentate se il fatto concerne comunicazioni di servizio degli 007. Ammenda, invece, da 500 a 1032 euro per pubblici ufficiali e magistrati che omettono di esercitare il controllo necessario a impedire la indebita cognizione di intercettazioni di conversazioni o comunicazioni telefoniche, di altre forme di telecomunicazione, di immagini mediante riprese visive e della documentazione del traffico della conversazione o comunicazione stessa.</em></p>
<p style="text-align: justify">Per chi lavora con il<strong> web </strong>la situazione non è certo migliore, visto che il maxi-emendamento introduce nel nostro Ordinamento l’<strong>obbligo di rettifica</strong> entro 48 ore a pena di una <strong>sanzione pecuniaria tra i 15 ed i 25 milioni</strong> di vecchie lire per tutti i <strong>titolari di “siti informatici”</strong>. In pratica si applica l’obbligo di rettifica attualmente previsto solo per coloro che operano in maniera professionale con l’informazione attraverso i media tradizionale anche a chi opera sul web, quindi anche i blog.</p>
<p style="text-align: justify">Il diritto di rettifica, stabilito dalla legge sulla stampa del 1948 all’art. 8, è uno strumento importante e fondamentale del cittadino per difendersi da diffamazioni diffusioni di notizie false  ma allargarlo anche ai ‘siti informatici’ senza una distinzione tra quelli professioni e quelli dilettantistici e amatoriali può creare seri problemi.</p>
<p style="text-align: justify">Se questo non bastasse la norma sulle rettifiche prevede che queste dovranno essere <strong>pubblicate senza commento</strong>, nella loro interezza, anche sui siti internet.</p>
<p style="text-align: justify">Questa è la situazione che si prospetta per l’informazione in Italia…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Per una carta dei diritti della rete</title>
		<link>http://www.ilvirtuale.com/leggi-e-diritti-in-rete/per-una-carta-dei-diritti-della-rete/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Nov 2007 10:48:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Leggi e Diritti in rete]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Igf]]></category>
		<category><![CDATA[internet bill of right]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Rodotà]]></category>

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		<description><![CDATA[All’ultimo Internet Governance Forum tenutosi a Rio de Janerio l’attenzione è stata posta sulla necessità di un Internet Bill of Rights, una carta dei diritti della rete. Le parole del sottosegretario Beatrice Magnolfi, alla vigilia del forum, riassumono perfettamente l’attuale situazione e a cosa deve ambire una carta dei diritti del web: “il tumultuoso sviluppo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://bp3.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0q-9lYdMjI/AAAAAAAAAwc/pg4-dnO5PyU/s1600-h/Quarto_stato.jpg"><img src="http://bp3.blogger.com/_vA7zD0GEfiU/R0q-9lYdMjI/AAAAAAAAAwc/pg4-dnO5PyU/s320/Quarto_stato.jpg" style="margin: 0px auto 10px;text-align: center;cursor: pointer" border="0" /></a>All’ultimo <a href="http://www.intgovforum.org/">Internet Governance Forum</a> tenutosi a Rio de Janerio l’attenzione è stata posta sulla necessità di un <span style="font-size: 130%"><span style="font-weight: bold">Internet Bill of Rights</span></span>, una carta dei diritti della rete. Le parole del sottosegretario Beatrice Magnolfi, alla vigilia del forum, riassumono perfettamente l’attuale situazione e a cosa deve ambire una carta dei diritti del web: “<span style="font-style: italic">il tumultuoso sviluppo di Internet sta investendo tutti i diritti umani, dimostrando da un lato la fragilità delle misure sinora poste a loro protezione e dall&#8217;altro, straordinarie potenzialità di nuove affermazioni degli stessi diritti, in grado di rafforzare la democrazia. La Carta dei diritti della Rete vuole essere proprio lo strumento, internazionale e multistakeholder, mediante il quale raccogliere queste potenzialità e tradurle nella definizione delle nuove generazioni di diritti. Siamo certi che Rio de Janeiro sarà una tappa decisiva in questo cammino</span>”. Dal nostro paese, negli ultimi anni, è partito un movimento che ha coinvolto molti settori di diversa estrazione, conscio della necessità di uno strumento garante delle libertà e dei diritti di chi attraversa il mondo della Rete, come aspira ad essere, appunto, l’Internet Bill of Rights.<br />
Nel corso di quest’anno si è verificato un forte attivismo in questo senso anche da parte del mondo economico. In primis la proposta di Google di istituire presso l’Onu una <span style="font-weight: bold">Global Privacy Counsel</span> che dovrebbe dare maggiori garanzie in materia di dati personali, poi la presentazione da parte di Microsoft (a luglio) dei suoi <span style="font-weight: bold">Privacy Principles</span> e l’iniziativa congiunta di Microsoft, Google, Yahoo! e Vodafone di pubblicare entro la fine del 2008 una carta per la tutela della libertà di espressione su Internet. Queste iniziative sono da prendere in considerazione, ma allo stesso tempo vanno guardate con sospetto e devo essere scavalcate da un’iniziativa di stampo popolare, come auspica il professor <a href="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scienza_e_tecnologia/rodota-web/rodota-web/rodota-web.html">Stefano Rodotà sulle pagine di Repubblica</a>. Gli impulsi sorti da queste proposte provengono, infatti, dall’alto, da soggetti privati e vale a dire da entità che proporranno solo garanzie e diritti in linea con i loro interessi. Secondo Rodotà, e anche secondo la sottoscritta, è necessario che sia una pluralità di attori, a livelli diversi, a mettere a punto regole comuni per arrivare ad una piattaforma di diritti fondamentali.</p>
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