Categoria: Operatori e Connettività

2 Ottobre 2008

La campagna pubblicitaria AlfaBet per il lancio della Alfa Mi.to

Alfa Romeo per il lancio della Mi.to, la prima auto di segmento B della casa automobilistica, in collaborazione con Tim, ha pensato ad una campagna pubblicitaria fuori dai normali schemi di comunicazione. L’idea, sviluppata dall’agenzia SaffirioTortelliVigoriti, consiste in un nuovo modo di comunicare, istantaneo e molto originale, attraverso 1.500 icone diverse. Il suo nome è AlfaBet, un vero e proprio vocabolario digitale per comunicare in Internet e sui telefonini, formato da tante immagini scansonate e divertenti, ed è pensato per colpire il particolare target della nuova Alfa Mi.to cioè i giovani tra i 18 ed i 30 anni, sempre attenti e sensibili ai nuovi mezzi di comunicazione.

I brevi racconti video cui Alfabet darà origine, chiamati mitoclip, saranno mandati in onda sulle principali reti televisive, in modo da far conoscere il nuovo linguaggio. Successivamente Alfabet sarà a disposizione di tutti gli internauti che potranno realizzare a loro volta dei videoclip. Le icone ed i clip dimostrativi si trovano su www.alfamitoclip.com.

Il gruppo che ha disegnato le icone – spiega Aurelio Tortelli, partner dell’agenzia STV – ha un’età compresa tra i 27 ed i 34 anni. E’ espressione del mondo per cui sono pensati sia la Mi.to che AlfaBet. Le immagini ed i clip già presenti sul sito sono solo l’inizio. Chiunque può appropriarsi di questo linguaggio per creare nuove storie e nuove icone”.

I racconti creati dagli utenti sul sito potranno, poi, essere condivisi con gli amici sia e-mail sia spedendo un video MMS ad un qualsiasi numero di cellulare. In attesa del programma che consentirà di creare i propri mitoclip direttamente sul telefonino Tim.

24 Settembre 2007

Respinto dalla Corte europea il ricorso di Microsoft

Microsoft non l’ha spuntata nella disputa con l’Unione Europea. La Corte di Giustizia europea ha respinto l’appello presentato da Microsoft contro la multa inflitta al gruppo americano nel marzo 2004. In quella data la Commissione di Bruxelles condannò l’azienda di Bill Gates, per abuso di posizione dominante, al pagamento di 497 milioni di euro. La contestazione mossa dalla UE riguardava principalmente la vendita di Windows insieme con Media Player, atto ritenuto in grado di danneggiare gli altri produttori di software. Il tribunale europeo ha bocciato tutti i ricorsi fatta eccezione per la proposta della Commissione di nominare un gruppo incaricato di vigilare sul rispetto delle disposizioni comunitarie in quanto ‘non c’è fondamento giuridico nell’Unione per un tale organismo’. Alla luce di questo si sono aperti due scenari possibili: o Microsoft si adegua, pagando la multa e mettendo in commercio una versione di Windows senza Media Player oppure, entro 60 giorni, presenta appello davanti all’Alta Corte di Giustizia europea. Le imposizioni in caso di resa non però sono finite qui. Microsoft ha, infatti, l’obbligo di fornire anche informazioni circa l’interoperabilità dei software concorrenti con Windows. “La Corte - si legge nella sentenza - conferma che il necessario grado di interoperabilità richiesto dalla Commissione è ben fondato e che non vi è alcuna incoerenza tra il grado di interoperabilità e il rimedio imposto dalla Commissione”. Inoltre, Il tribunale di prima istanza “respinge le affermazioni di Microsoft secondo cui la Commissione in realtà volesse consentire ai sistemi operativi per server di funzionare in ogni aspetto come un sistema Windows, e, dunque, di clonare o riprodurre i propri prodotti”. Non resta che attendere la mossa del gruppo statunitense in questa interminabile partita, per ora ancora indeciso sul da farsi.

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