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20 aprile 2009

Con Tribler la nuova generazione di BitTorrent per la Tv

tribler

BitTorrent è un client peer to peer che permette di scaricare e condividere film, serie televisive, musica, immagini, da più fonti, riducendo quindi il tempo di download e l’intasamento delle reti. Questo software è stato progettato per gestire download di grandi dimensioni in modo semplice e veloce. Per fare questo effettua le ricerche dei file torrent presenti in rete e li utilizza come sorgenti per il dowloading finale. Inoltre permette di visualizzare i file torrent senza attendere che il file sia stato scaricato completamente.

I ricercatori del Tribler P2P team dell’Università di Delft in Olanda, come ho letto su www.speedblog.net, stanno lavorando da diversi anni ad una nuova generazione di client BitTorrent, maggiormente integrata con la televisione via internet, per rendere più comoda la fruizione dei suoi contenuti. Finalmente, dopo una lunga attesa, hanno reso disponibile una versione di test caratterizzata da un’interfaccia molto chiara che ne consente l’utilizzo attraverso un telecomando. Il team di Tribler sta anche mettendo a punto un sistema di moderazione e una playlist contenenti file sicuri per evitare contenuti corrotti e pericolosi.

I ricercatori di Tribler fanno parte, inoltre, del progetto P2P Next, finanziato dall’Unione Europea per lo sviluppo di una piattaforma di distribuzione di contenuti multimediali (programmi televisivi, radiofonici, musica, film, suonerie, videogiochi) attraverso il sistema del P2P della durata di 4 anni.

25 settembre 2008

Google: il premio Dieci alla Centesima per migliorare il mondo

Google, per festeggiare i dieci anni dalla sua fondazione, ha lanciato il concorso socio-tecnologico 10^100, cioè Dieci alla Centesima. L’azienda di Mountain View con questa iniziativa offre un premio da 10 milioni di dollari a coloro che presenteranno un’idea originale, di qualsiasi tipo e genere, per migliorare il mondo ed aiutare il maggior numero di persone possibile. Possono essere idee complesse e articolate oppure concetti semplicissimi nati per caso. In entrambi i casi i progetti devono riuscire a dare una risposta alle problematiche legate agli ambiti della casa, della comunità, del cibo, del sostegno alle energie rinnovabili, del miglioramento della salute, dell’educazione o della promozione dell’energia pulita.

Il concorso ‘Dieci alla decima’ è stato lanciato oggi stesso, data dell’inizio di attività di Google, in diretta sulla CNN dai dirigenti della compagnia. Il concorso è totalmente open source, infatti, dopo che una giuria di saggi (ancora da nominare) avrà scelto i progetti migliori, saranno gli internauti a votare le idee meritevoli della vittoria. I vincitori saranno al massimo cinque, ma potranno essere anche meno, e si divideranno la cifra messa in palio di 10 milioni di euro.

Si ha tempo fino al 20 ottobre prossimo per inviare il proprio progetto al sito, in lingua italiana, dell’iniziativa (www.project10tothe100.com). I partecipanti dovranno spiegare brevemente la loro idea e rispondere a domande del tipo “A quale problema o questione è applicabile la tua idea?” e “Se la vostra idea dovesse essere realizzata, chi se ne avvantaggerebbe di più e come?“. Quando tutti i progetti saranno stati raccolti verranno sottoposti ad un gruppo di addetti di Google, coadiuvato da una giuria di saggi, che ne sceglieranno 100. A questo punto entreranno in azione gli internauti, votando i progetti che ritengono migliori (dal 27 gennaio al 2 febbraio). Solo allora un’altra giuria esaminerà i primi venti e sceglierà tra questi i 5 vincitori, o meno, del concorso. I vincitori verranno annunciati a febbraio 2009 e i premi conferiti a maggio. Il progetto potrà essere presentato in 25 lingue differenti.

30 aprile 2008

Ricerca Cu: i blog sono più attendibili dei media

Lettore di blog

Una ricerca condotta dalla California University di Irvine ha studiato il comportamento dei lettori abituali di blog. L’obiettivo dell’indagine è quello di capire come l’interattività venga usata e vissuta dagli utenti della rete e, in generale, per valutare cosa rappresenti a livello sociale l’avvento del Web 2.0. Per condurre questo studio, in modo da provare a capire i livelli di interazione che si instaurano tra chi scrive e chi legge i blog e quali sono le loro aspettative, i ricercatori hanno studiato da vicino 15 lettori assidui di blog.

I risultati della ricerca sono stati presentati al Convegno internazionale Computer Human-Interaction tenutosi a Firenze dal 5 al 10 aprile scorso. Questo studio è il primo del suo genere. Secondo Eric Baumer e colleghi è il punto di partenza di una rivoluzione copernicana nello studio della blogsfera, finora focalizzata solo sul ruolo dei blogger. Il fenomeno dei blog e della blogosfera è in piena espansione.

Negli Stati Uniti sono oltre 50 milioni gli effettivi lettori di blog. Da febbraio a marzo 2007, il motore di ricerca dei blog Technorati ha duplicato i visitatori unici attestandosi a 9 milioni. In Italia sono quasi 2 milioni gli internauti che scrivono o leggono di blog tanto da far arrivare la nostra lingua, notoriamente poco diffusa a livello mondiale, al secondo posto, dopo l’inglese, il giapponese e il cinese, nella classifica delle lingue più usate in rete.

I lettori di blog più assidui sono uomini, giovani e molto attivi socialmente. L’interesse maggiore è sempre riservato ai blog personali ma anche a quelli che parlano di informatica, politica, musica e letteratura, cominciano ad ottenere maggiore attenzione. Un altro dato eclatante è che queste persone considerano i blog più attendibili dei media tradizionali (quotidiani, giornali online e radio-telegiornali) perché forniscono quella che si può definire controinformazione.

Un altro aspetto molto interessate è che i frequentatori abituali di blog lo fanno in modo totalmente automatico, come controllare la posta elettronica. Hanno qualche blog di riferimento e lo visitano periodicamente senza nessuna aspettativa specifica. Molti degli intervistati, poi, dichiarano di sentirsi quasi obbligati a leggere e commentare, soprattutto nel caso di blog scritti da amici.

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19 aprile 2008

Arriva anche in Italia Live Maps di Microsoft

Anche in Italia arriverà presto Italia Live Maps (beta) della Microsoft, il servizio di mappe sul web alternativo e concorrente di Google. La visualizzazione delle mappe consente di zoomare fino a 15 centimetri per pixel nelle più importanti aree metropolitane italiane e fino a un metro per pixel su tutto il territorio nazionale alla visualizzazione cartografica (Road), satellitare (Aerial) o ibrida (Hybrid).

Italia Live Maps ha anche la visione tridimensionale che, sempre all’interno del browser, consente di visualizzare in 3D le ricostruzioni dei principali monumenti storici italiani ed i rilievi montuosi. Molto interessante la visualizzazione a “a volo d’ucello” (Bird’s Eye), ravvicinata a 45°. Attraverso il motore integrato si possono poi localizzare gli indirizzi e creare percorsi, visualizzandoli sulla mappa con la distanza totale ed il tempo necessario per il tragitto.

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21 novembre 2007

Google Earth inizia ad infastidire qualcuno

Nessuno avrebbe mai immaginato tali arrabbiature dei governi di mezzo mondo con l’avvento del software gratuito Google Earth. Il programma, per chi non lo conoscesse (!), riesce a trasformare foto satellitari e dati topografici in immagini tridimensionali dell’intero pianeta, dalle grandi metropoli al luogo più lontano e sconosciuto. Immediato è quindi l’utilizzo per qualsiasi internauta che in pochi secondi può vedere, anche da molto vicino, qualsiasi luogo crei in lui interesse e curiosità. Questa incredibile libertà non è piaciuta a quei paesi che hanno delle cose da nascondere, o perché sono in guerra o perché celano qualche segreto fino a questo momento inviolabile. Con Google Earth è, infatti, possibile osservare da vicino mappe e topografie di zone militari, campi d’addestramento, centrali nucleari, prigioni, palazzi presidenziali e via dicendo. Tra i Paesi a cui il programma costruisce motivo di seria indignazione compare l’India, che nonostante abbia leggi severe e restrittive in materia d’immagini satellitari è stata costretta ad intavolare diverse trattative con Google per ottenere una bassa risoluzione delle immagini raffiguranti i confini del Kashmir, contesi con il Pakistan. Gli stessi problemi sono sorti anche nei territori israeliani per non parlare della Casa Bianca le cui immagine sono state a lungo criptate, ma oggi perfettamente visibili. Questo è stato possibile visto che le informazioni di Google Earth sono acquistate da fonti pubbliche e quindi, in ogni modo, filtrate. La cosa veramente innovativa è la velocità di accesso a tutte queste immagini che risultano così sempre più aggiornate e, quindi, vicine alla realtà.

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