Categoria: Studi e Ricerche

21 agosto 2009

Esperimento Wired: cercasi Evan disperatamente!

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Nella nostra società costantemente spiata e controllata un redattore di Wired Evan Ratliff ha deciso di scomparire e di non farsi trovare per trenta giorni. Una sfida  all’occhio del Grande Fratello che attraverso le tecnologie spia ogni nostro movimento. Dal 15 agosto scorso è quindi iniziata la ‘caccia all’uomo’ a cui qualsiasi persona (anche io!) può partecipare. Il premio in palio è di 5mila dollari.

E come è possibile individuare Evan nello sterminato territorio americano? Semplice, seguendo le tracce che lascia online: tracciati di viaggio su aerei e altri mezzi, dettagli delle telefonate e delle transizioni economiche pubblicati regolarmente sul sito wired.com/vanish. Il serrato regolamento di questo esperimento prevede che, nel caso abbiate la fortuna o l’abilità di rintracciare il bell’Evan, vi dobbiate avvicinare, scattargli una foto e pronunciare la parola “fluke”. Se lui vi risponderà con un’altra parola allora sarà veramente Evan. A questo punto dovrete inviare la foto e la password a Wired, all’indirizzo di nicholas_thompson@wired.com.

Non potrà aggiudicarsi i 5mila dollari invece chi, durante la ricerca, commette reati, contatta la famiglia di Evan o gli fa fisicamente male. Guardando la sua foto aggiungerei che non può vincere neanche chi se lo porta a casa!

Il gruppo su Facebook www.facebook.com/group.php

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28 aprile 2009

Incontri sentimentali nell'epoca del Web 2.0

L'amore ai tempi del globaleL’amore ai tempi del globale passa attraverso la Rete e si perfeziona grazie ad essa. E’ quello che sostiene Tiziana Nenezic, scrittrice trapanese trapiantata a Miami, nel suo divertente libro L’amore ai tempi del globale, edito da Cooper, nel quale analizza come l’amore e relazioni sentimentali siano cambiate all’epoca del Web 2.0. Un viaggio intorno al mondo dell’amore Babel style dove le esperienze dirette ed indirette raccontano la realtà degli incontri virtuali (e non) e delle tipologie umane che lo popolano.

In una società come la nostra dove si passa quasi più tempo collegati ad Internet che  con le altre persone, anche i sentimenti ed i metodi di approccio si sono radicalmente modificati. Tiziana Nenezic, con una buona dose di schiettezza ed ironia, descrive queste nuove realtà, ormai fortemente insediate sul web, che costituiscono per molte persone una delle poche possibilità (almeno a sentir loro) per trovare un compagno/a per la vita o anche una semplice avventura. Community, social network, dating, chat, sms, tutti strumenti semplici, immediati ed impersonali per avere contatti con il prossimo.

Si va dagli online dating, come Meetic ai Social Network (Facebook, Twitter e via dicendo) che tanto successo stanno riscuotendo anche da noi. Negli Stati Uniti il fenomeno degli online dating è impressionante e coinvolge una grande fetta di popolazione che si presta al gioco e fornisce tutte le particolarità del proprio modo d’essere per poter trovare il partner ideale: dall’etnia al proprio credo religioso, dalle simpatie politiche ai propri animali domestici. Ci sono siti per afroamericani (Blacksingles), per ispanici (LatinoPeopleMeet), BlackAsianLove (per neri che cercano orientali), per affinità politiche (RepubblicanPassions per repubblicani o DemocratSingles per i democratici), per determinate religioni (SingleMuslim), fino a quelli per donne che vogliono sposare un miliardario (MilionairesClub).

Anche i Social Network stanno diventando un mezzo insostituibile per conoscere gente e cercare l’anima gemella.  Qui le relazioni sono facili, meno impegnative degli incontri reali e permettono di sapere già prima dell’approccio tutte le informazioni necessarie per inquadrare chi si trova dall’altra parte. Come sottolinea la Nenezic  “Internet è la nuova polis. Siamo passati da matrimoni arrangiati e/o per procura al bisogno insaziabile di sapere tutto dell’altro ancora prima di stringergli la mano e chattando e scambiandosi foto e profili ci si concentra di più sul conoscersi davvero, senza la distrazione di musica alta, drink, folle e l’ansia prodotta da immediate aspettative sessuali fra i partner potenziali”.

15 ottobre 2008

Come sta il giornalismo online?

Ieri a Roma, presso la sede della Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) si è tenuto il convegno “Giornalismo on line questo sconosciuto”, promosso da LSDI - Libertà di Stampa e Diritto all’Informazione – dove sono stati presentati i primi dati della ricerca condotta per sondare il mondo del giornalismo online. Ancora poco si sa di questo fenomeno che continua a registrare invece consensi e successi.

Ad esporre le prime fasi di questa ricerca Pino Rea, coordinatore di Lsdi, Vittorio Pasteris, redattore a Lastampa.it, Roberto Natale e Franco Siddi, rispettivamente presidente e segretario generale della Fnsi, e Daniela Stigliano, della segreteria federale Fnsi. La ricerca terminerà solo fra 3-4 mesi ma nel frattempo si è iniziato a fare il punto della situazione con quello che si è raccolto attraverso i questionari distribuiti.

Da quello che si evince in questa prima fase il giornalista online tipo è un 37enne che da circa 6 anni scrive sulla Rete, collaborando in prevalenza con una sola testata, raccoglie materiale su internet o dai comunicati stampa ricevuti e, in più della metà dei casi esaminati (58%), non ha un contratto di tipo giornalistico. Solo il 41,67% si può avvalere di questo privilegio.

In concreto,

  • il 78,38% dei redattori esaminati svolge lavoro di desk senza reperire notizie dall’esterno, contro il 16,22% che invece lo fa;
  • le notizie maggiormente trattate sono, al primo posto, la cronaca locale (14,94%), al secondo la cultura (12,67%), seguite da politica (10,49%) ed economia (10,13%);
  • la maggior parte dei giornalisti che lavorano alla versione online delle testate cartacee tradizionali sono professionisti (57,14%) mentre nelle testate esclusivamente online sono solo il 14,29% (tra giornalisti pubblicisti e persone non iscritte all’Ordine si tocca la percentuale del 85,71%).

La sensazione generale è che il professionista online non sia abbastanza tutelato o comunque compreso. C’è un ritardo nel sistema giornalismo sul riconoscimento di questa nuova realtà che sta avanzando, forse troppo velocemente rispetto ad un apparato stantio e vecchio, ma comunque specchio del confronto odierno della nostra società con il mondo web e quindi non più ignorabile.

Come fa notare Marco Mazzei, direttore di Mondadori On Line “Ordine e Fnsi sono stati latitanti su questi temi, occuparsene ora è segno di un ritardo colpevole”. Speriamo che ricerche di questo tipo servano ad aprire gli occhi su qualcosa che, si effimero ed impalpabile, ma comunque fatto da persone in carne ed ossa.

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20 agosto 2008

Testi antichi: la loro digitalizzazione con reCaptcha

Un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University ha ideato reCaptcha, un sistema per digitalizzare in modo economico e veloce i testi antichi custoditi in biblioteche ed archivi. L’intuizione che ha avuto è molto semplice e si basa sull’utilizzo dei Captcha, i test che richiedono all’utente di scrivere una sequenza di lettere o di numeri, che appaiono distorti o offuscati, per dimostrare di essere umani e non bot e che vengono proposti ogni giorno a milioni di persone. I Captcha, in pratica, servono per contrastare e fermare l’intrusione degli spammer ma fungono anche da alleati inconsapevoli alla digitalizzazione di testi. Infatti, gli utenti, trascrivendo queste parole costituiscono un bacino di potenziale forza lavoro gratuita.

Nel giro di un anno, grazie a questo semplice sistema, sono state tradotte in formato digitale ben 440 milioni di parole, l’equivalente di 17.600 volumi. Per i testi normali, formati quindi da font individuabili, si utilizzano software di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) che trasformano le parole ed i caratteri in formati riconoscibili dai pc. Ma per i testi antichi non è mai stato possibile sfruttare questo sistema, a causa di lettere poco leggibili e carta ingiallita. Fino a poco tempo fa, quindi, erano degli operatori umani, a trascrivere questi volumi, con un elevato costo complessivo e tempo speso. Con questa versione intelligente del sistema antispam Captcha nel giro di un anno, invece, i visitatori di 40mila siti web hanno decifrato 440 milioni di parole con un’accuratezza del 99%. E come spiega Luis Von Ahn, uno dei ricercatori coinvolti nel progetto “Attualmente vengono tradotte 4 milioni di parole al giorno. Per ottenere i risultati che raggiungiamo in una settimana, più di 1.500 persone dovrebbero lavorare per 40 ore a testa ad un ritmo di 60 parole al minuto”.

E’ possibile aiutare questa sperimentazione scaricando gratuitamente reCaptcha dal sito Recaptcha.net. Per inserirlo nelle proprie pagine web. Se questo nuovo sistema dovesse veramente prendere piede, infatti, si potrebbero salvare intere biblioteche dall’usura del tempo.