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	<title>Il Virtuale &#187; giornalismo online</title>
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	<description>Da Internet in poi il mondo non è più come prima. Per fortuna.</description>
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		<title>Come sta il giornalismo online?</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Oct 2008 16:02:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessica</dc:creator>
				<category><![CDATA[Studi e Ricerche]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><a href="http://www.ilvirtuale.com/files/2008/10/giornalismo-online.jpg"><img class="size-medium wp-image-117 aligncenter" title="giornalismo-online" src="http://www.ilvirtuale.com/files/2008/10/giornalismo-online.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Ieri a Roma, presso la sede della <em>Federazione Nazionale Stampa Italiana </em>(<strong>FNSI</strong>) si è tenuto il convegno “<strong>Giornalismo on line questo sconosciuto</strong>”, promosso da <strong>LSDI </strong>- <em>Libertà di Stampa e Diritto all&#8217;Informazione</em> &#8211; dove sono stati presentati i primi dati della ricerca condotta per sondare il mondo del giornalismo online. Ancora poco si sa di questo fenomeno che continua a registrare invece consensi e successi.</p>
<p>Ad esporre le prime fasi di questa ricerca <em>Pino Rea</em>, coordinatore di Lsdi, <em>Vittorio Pasteris</em>, redattore a Lastampa.it, <em>Roberto Natale</em> e <em>Franco Siddi</em>, rispettivamente presidente e segretario generale della Fnsi, e <em>Daniela Stigliano</em>, della segreteria federale Fnsi. La ricerca terminerà solo fra 3-4 mesi ma nel frattempo si è iniziato a fare il punto della situazione con quello che si è raccolto attraverso i questionari distribuiti.</p>
<p>Da quello che si evince in questa prima fase il giornalista online tipo è un 37enne che da circa 6 anni scrive sulla Rete, collaborando in prevalenza con una sola testata, raccoglie materiale su internet o dai comunicati stampa ricevuti e, in più della metà dei casi esaminati <strong>(58%), non ha un contratto di tipo giornalistico</strong>. Solo il 41,67% si può avvalere di questo privilegio.</p>
<p>In concreto,</p>
<ul>
<li>il 78,38% dei redattori esaminati svolge lavoro di desk senza reperire notizie dall’esterno, contro il 16,22% che invece lo fa;</li>
<li>le notizie maggiormente trattate sono, al primo posto, la cronaca locale (14,94%), al secondo la cultura (12,67%), seguite da politica (10,49%) ed economia (10,13%);</li>
<li>la maggior parte dei giornalisti che lavorano alla versione online delle testate cartacee tradizionali sono professionisti (57,14%) mentre nelle testate esclusivamente online sono solo il 14,29% (tra giornalisti pubblicisti e persone non iscritte all’Ordine si tocca la percentuale del 85,71%).</li>
</ul>
<p>La sensazione generale è che il professionista online non sia abbastanza tutelato o comunque compreso. C’è <strong>un ritardo nel sistema giornalismo</strong> sul riconoscimento di questa nuova realtà che sta avanzando, forse troppo velocemente rispetto ad un apparato stantio e vecchio, ma comunque specchio del confronto odierno della nostra società con il mondo web e quindi non più ignorabile.</p>
<p>Come fa notare <strong>Marco Mazzei</strong>, direttore di Mondadori On Line “<em>Ordine e Fnsi sono stati latitanti su questi temi, occuparsene ora è segno di un ritardo colpevole</em>”. Speriamo che ricerche di questo tipo servano ad aprire gli occhi su qualcosa che, si effimero ed impalpabile, ma comunque fatto da persone in carne ed ossa.</p>
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