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	<title>Il Virtuale &#187; tendenze</title>
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	<description>Da Internet in poi il mondo non è più come prima. Per fortuna.</description>
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		<title>Cresce il fenomeno delle webcam girls</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 08:24:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>jessica</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il ‘Diario di una Webcam Girl”, edito da Mursia, ha acceso ulteriormente l’interesse su un fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche da noi. L’autrice, Helen, una 25enne milanese è, infatti, una nota webcam girl che, dal suo sito diariodiunawebcamgirl.splinder.com turba i sonni di tanti navigatori alla ricerca di nuove emozioni. Le webcam girl [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"> <a href="http://www.ilvirtuale.com/files/2008/01/webcam-girl.jpg" title="webcam-girl.jpg"><img src="http://www.ilvirtuale.com/files/2008/01/webcam-girl.jpg" alt="webcam-girl.jpg" /></a></p>
<p>Il ‘<a href="http://www.internetbookshop.it/bas/baspge.asp?isbn=9788842539070&amp;shop=1313" target="_blank"><strong>Diario di una Webcam Girl</strong></a>”, edito da <a href="http://www.mursia.com/" target="_blank"><strong>Mursia</strong></a>, ha acceso ulteriormente l’interesse su un fenomeno che sta prendendo sempre più piede anche da noi. L’autrice, Helen, una 25enne milanese è, infatti, una nota webcam girl che, dal suo sito <a href="http://diariodiunawebcamgirl.splinder.com/" target="_blank"><strong>diariodiunawebcamgirl.splinder.com</strong></a> turba i sonni di tanti navigatori alla ricerca di nuove emozioni. Le webcam girl sono ragazze che spesso conducono una vita normale nel mondo reale ma in quello virtuale si mutano in vere e proprie mangiatrici di uomini, una metamorfosi che spesso trasforma giovani studentesse, all’apparenza timide in riservate, in spogliarelliste esperte ed affermate.</p>
<p>“<em>La cam girl</em> &#8211; racconta Helen al giornalista del quotidiano <a href="http://www.lastampa.it/redazione/default.asp" target="_blank">La Stampa</a> che l’ha intervistata– <em>è una ragazza che si spoglia davanti ad una webcam; ma il rapporto con l’utente non si limita solo all’ambito sessuale, c’è chi paga anche solo per parlare. Il sito, a cui ci si può iscrivere tranquillamente da internet dando solo dati e coordinate bancarie (alla faccia del solo!) spiega sempre Hellen &#8211; ha alcune regole ben precise: per esempio non si possono mai avere incontri personali con i clienti, tutto deve rimanere virtuale, non si possono dare privatamente dati per i quali si deve pagare, come il telefono o la mail: alla fine, di tutto quello che ricavi, ti spetta di diritto il 40%, che viene direttamente accreditato sul tuo conto corrente</em>”. In pratica un modo semplice e quasi indolore per fare soldi, senza poi ‘sporcarsi’ troppo.</p>
<p>Secondo una ricerca condotta da<strong> Studenti.it</strong>, uno dei siti più famosi tra i giovanissimi, sarebbero <strong>circa 75 mila le studentesse che sfruttano il loro corpo per potersi pagare gli studi, pari al 25% delle 350 mila studentesse lavoratrici presenti in Italia</strong>. Tra queste 75mila vengono conteggiate anche però escort, cubiste, ballerine di lap dance fino a chi si prostituisce. Un dato veramente allarmante, che deve far riflettere, soprattutto chi ha ancora il coraggio di affermare che l’istruzione è un diritto garantito a tutti.</p>
<p>In realtà molte ragazze non fanno ‘esperienze lavorative’ di questo tipo solo per necessità. Molte lo trovano un gioco o comunque un modo per riscuotere successo ed essere ammirate dalla fauna maschile. “<em>Dietro questo fenomeno si riscontra solitudine e esibizionismo, l’utilizzo di sè come prodotto morto, perchè non ha vita, non esiste, è virtuale</em> – spiega Rita Parsi, psicologa e presidente della fondazione Movimento Bambino &#8211; <em>non c’è neanche più il contatto fisico e la conoscenza che si aveva con la prostituzione. In più in un mondo dove si sente sempre più parlare di aggressioni e violenze lo schermo diventa un protettore, dà la possibilità di una revanche malata, provocare senza rischiare nessuna conseguenza, per provare sensazioni di potere».</em></p>
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