
Già dallo scorso Novembre YouTube ha iniziato a sperimentare, con un serie di partner, la trascrizione delle parole di un video generata automaticamente da un software speech-to-text che la traduce in sottotitoli. In pratica questa tecnologia di trascrizione automatica è in grado di rendere fruibile un video di Youtube alle persone che soffrono di un qualche tipo di disabilità auditiva. Per ora però questa funzionalità sarà integrata di default solo sui video in lingua inglese. Anche se nel blog di Youtube viene specificato che il prima possibile questa funzione sarà estesa ad altre lingue.
Per attivarla sarà sufficiente selezionare il pulsante “Request processing“ al momento dell’upload per velocizzare il processo, anche se l’idea è quella di estendere la tecnologia a tutti i filmati online. Nel giro di pochi giorni i video di Youtube, oltre ad avere questa nuova funzionalità, daranno la possibilità di indicare in che lingua visualizzare i sottotitoli, scegliendola tra una lista che include anche l’italiano. Una piccola rivoluzione che potrebbe dare il colpo di grazia alle barriere linguistiche sulla Rete e permettere a tante persone di fruire di contenuti incomprensibili fino ad ora.
Un’altra premessa imprescindibile è che questi video abbiamo una traccia audio chiara, senza sovrapposizione di voci, rumori di sottofondo e via dicendo. Anche questi presupposti non posso evitare alla nuova tecnologia di commettere errori di trascrizione. Per non parlare della traduzione di Google Translate, lungi da essere perfetta.
Nonostante tutto ciò quella di Youtube si presenta come un’innovazione degna di nota che consentirà di far guadagnare alle persone in conoscenza ma che genererà un flusso in entrata anche per Google (proprietario di Youtube). Il sistema delle trascrizioni infatti permetterà a Google e alla sua piattaforma pubblicitaria, grazie a parole precise, di contestualizzare al meglio l’advertising sul sito.

L’ideatore di uno dei software che potrebbe rivoluzionare il mondo della musica in Internet, come fece 10 anni Napster, ha appena quindici anni. Si chiama David Nelson e ha realizzato Muziic, un software che si interfaccia alla libreria video di Youtube prelevando solo le tracce audio. L’idea alla base del progetto è molto semplice: sfruttare l’incredibile mole di musica presente su Youtube e renderla disponibile in streaming, organizzandola e presentadola in un modo più fruibile per l’utente.
“Volevo creare un software – ha spiegato David – che potesse permettere alla gente di poter ascoltare la musica nella maniera migliore e volevo sviluppare qualcosa che fosse legale“. Sulla legalità i più si interrogano in quanto Muziic è stato creato senza alcun tipo di accordo con Youtube (e quindi Google) o con le case discografiche e quindi non è chiaro se gli potrebbe venire contestato l’infrazione delle leggi sul copyright o dei termini di utilizzo di Youtube. Le uniche notizie trapelate parlano di un semi-accordo tra le parti sulla trasmissione dei video. Cosa che avrebbe tranquillizzato per il momento Google ma che potrebbe non essere risolutiva.
Nel frattempo Muziic continua ad esistere e ad espandersi. Se si è curiosi e si ha voglia di testare questo media player unofficial di You Tube (molto simile a Spotify) è sufficiente iscriversi gratuitamente all’indirizzo del sito www.muziic.com Da questo punto in poi sarà il gusto ed l’amore per la musica a guidare le scelte. Muziic offre uno streaming di tutte le canzoni del catalogo Youtube e le accompagna con il video originale. Con il sw Muziic si possono anche creare delle playlist in modo da avere sempre la propria musica preferita a portata di click, senza dovere tutte le volte cercarla. C’è la possibilità anche di dividere la musica per generi e di scoprire sempre nuova musica, soprattutto quella proveniente da performance live. Non sarà una rivoluzione ma rimane un segnale importante di quello che accadrà al mondo della musica.

Youtube, visti gli scarsi introiti provenienti dai video UGC, ha deciso di lanciare una sezione intitolata Screening Room e dedicata alle produzioni cinematografiche indipendenti. Questo a pochi mesi dall’annuncio del nuovo canale dedicato al “giornalismo fatto dal basso” Citizen News. Ogni due settimane saranno scelti per il portale, da un team di Google, 4 diversi film tra lungometraggi e cortometraggi. Questi vengono selezionati tra pellicole inedite, recuperate anche dai festival indipendenti e non solo dai privati.
Tra i primi nomi che possono essere già visionati ci sono i cortometraggi The Danish Poet (vincitore dell’Oscar 2007 nella categoria dedicata ai cortometraggi) della cineasta norvegese Torill Kove, Our Time is Up (candidato all’Oscar 2006) del regista americano Rob Pearlstein, Are You the Favorite Person of Anybody? di Miguel Arteta e Love and War di Fredrik Emilson.
Con YouTube Screening Room, Google spera di aumentare gli scarsi introiti, in proporzione all’incredibile mole di visitatori, circa 80 milioni al mese, rispetto allo User Generated Content dell’ YouTube ‘classico’. Infatti, questo attrae poca pubblicità perché molti dei video presenti sono visti da pochissime persone e questo risulta poco allettante per gli inserzionisti. YouTube Screening Room, invece, ha spazi per la pubblicità. Inoltre, dà la possibilità di scaricare i file in alta definizione o comprare DVD i cui proventi andranno per metà agli autori e metà a YouTube. it.youtube.com/ytscreeningroom
Due pensionati ciprioti, residenti a Londra, sono diventati le star di Youtube. Tra piatti tipici e simpatici litigi, Andreas Theodoulou e sua moglie Christina hanno conquistato un successo insperato. Ripresi dal loro figlio Orthodoxos, in quattro videoclip, i due preparano i più conosciuti piatti della tradizione greca. Ma il clou delle riprese non sono i succulenti manicaretti bensì i battibecchi e gli scherzi che si susseguono ininterrottamente. Nel video i coniugi parlano in inglese con un forte a accento greco. Quando iniziano a ‘litigare’ o si prendono in giro le frasi sono greco, con i sottotitoli. Non può allora sfuggire il colorito linguaggio di Andreas. La cosa che però rimane maggiormente impressa vedendo questi settantenni all’opera (lui 76 lei 69) è l’intesa e l’ironia che li anima. Veramente da non perdere!